"RIPRISTINO STRUTTURALE" e CICLI DECORATIVI

INTRODUZIONE

Gli edifici vengono costruiti per avere una durata nel tempo. Essi spesso rappresentano per gli uomini l’opera di una vita e il riferimento per intere generazioni.
Per questo siamo consapevoli di avere una grande responsabilità per quanto riguarda la “qualità” dei prodotti commercializzati e la loro corretta lavorazione.
Negli ultimi anni gli interventi legati al recupero e al ripristino di edifici degradati risultano essere la maggioranza dei lavori nel campo dell’edilizia.
Intervenire su strutture con variegati livelli di degradazione comporta una notevole quantità di problematiche. Tali debbono essere affrontate con professionalità; utilizzando volta per volta materiali e cicli decorativi idonei per ogni specifico intervento.
Noi supportiamo i nostri clienti/committenti con l’ausilio di Tecnici interni, dall’esame capillare della struttura alla scelta del ciclo applicativo più adeguato.
Le caratteristiche strutturali sembrano in un primo momento essere tutte uguali; invece ogni situazione e un caso singolo di valutazione e applicazione.
Una prima analisi in un certo senso comuni a tutte e la distinzione di edifici con presenza di: intonaci nuovi realizzati con metodi tradizionali(cemento- inerti-calce-ecc), intonaci nuovi premiscelati;intonaci vecchi ormai degradati dagl’anni. Edifici con facciate tinteggiate o prima tinteggiatura.
 

Degrado strutturale dovuto da intonaci premiscelati ed intonaci vecchi
Gli edifici realizzati con intonaci premiscelati o con intonaci tradizionali mai pretrattati e quindi logorati dai decenni presentano sempre più di frequente situazioni diffuse di cavillature – crepe o lacerazioni attribuibili anche a difetti costruttivi/applicativi da scarsa manutenzione o da agenti esterni.

CAVILLATURE - Si presentano in struttura come microlacerazioni della parte superficiale dell’intonaco. Non raggiungono il millimetro di larghezza e profondità, si riconoscono perché sono simili ad una tessitura di ragnatela.
Dovute soprattutto da: un errata miscelazione della malta stessa ,errori di posa, tempi applicativi non idonei , ecc…
Come intervenire?
Situazioni leggere poco accentuate quasi inesistenti è sufficiente l’applicazione di un primer riempitivo e poi sopraverniciare con due mani di tinta a pennello o intonachino a spessore.
Situazioni molto accentuate con ramificazioni che superano il millimetro di profondità e larghezza è consigliabile effettuare una rasatura con affogo rete portaintonaco e protezione finale con ciclo elastomerico.

CREPE O LACERAZIONI – Sono frutto da situazioni instabili del sottosuolo della struttura o di alcune parti di essa. Di frequente si possono delineare in corrispondenza di travi , architravi o aperture. A volte possono essere provocate da agenti esterni come contro spinte del terreno in movimento o manifestazioni come terremoti ecc..
Come intervenire?
Se la situazione è ormai statica basta allargare la fessurazione , spolverare, consolidare e rinzaffare con malte da ripristino antiritiro e fibrorinforzate.
Se sono ancora di carattere dinamico accorre allargare la fessura e ripristinare con sigillanti elastomerici fino a raso struttura poi pareggio con l’utilizzo di stucchi elastici e affogo di rete uniformante.


Facciate tinteggiate o prima tinteggiatura 
È sempre più frequenti ormai effettuare lavorazioni di tinteggiatura o recupero di abitazioni già tinteggiate che strutture alla prima verniciazione.
La Seconda situazione è sempre una delle più favorevoli con ipoteticamente meno problematiche, il ciclo applicativo standard per effettuare la tinteggiatura è il seguente: - idrolavaggio ad alta pressione (per togliere vecchie polveri, e per accertare la stabilità dell’intonaco) – stuccature e leggeri ripristini – una mano di primer/fissativo uniformante – tinteggiatura a pennello/rullo in due mani – in alternativa intonaco minerale a spessore in una o due mani in base alla granulometria.
Mentre, le strutture già tinteggiate vengono prese in considerazione per diversi motivi i più frequenti: - il colore applicato ha perso tonalità - nella grande maggioranza per problemi di distacco della pittura plastica liscia o a spessore precedentemente applicata (classica manifestazione di parte rigonfie in facciata o parti di tinta decaduta in ordine sparso in struttura) – o - per effetto di agenti fisici ecc..
Nel primo caso una volta accertata la stabilità della vecchia tinteggiatura si può procedere con il ciclo applicativo comune alla prima tinteggiatura.
Nel secondo caso la situazione è più complessa e la fase applicativa ottimale è: - raschiatura e sverniciatura totale, eliminando tutta la vecchia pittura e arrivando ad intonaco originale -- lavaggio per eliminare residui di materiale sverniciante – consolidizzazione totale intonaco – rasatura uniformante – tinteggiatura finale pennello/rullo o materiale minerale a spessore.


INTERVENTI E CICLI APPLICATIVI  

Intonaci cavillati, avallati o grezzi
- RASATURA E TINTEGGIATURA –
 
La rasatura di edifici richiede l’utilizzo di malte con caratteristiche tecniche-prestazionali che garantiscono la durata degli interventi nel tempo e soprattutto che siano in linea con il ciclo di protezione finale. Per questo si possono delineare due tipi di cicli e protezioni: ACRILSILICONICA e SILOSSANICA.

CICLO ACRILSILICONICO

Dopo ripristini incombenti di struttura e di spessori effettuati con malta cementizia antiritiro fibrorinforzata, additivata di leganti per maggiore adesione – Sigma Coltura Fibermortar Groof - si esegue la rasatura .
Essa viene effettuata con malta monocomponente fibrorinforzataa base cementizia: Sigma Coltura Fibermortar Fine.
Viene stesa con spatola acciaio inox e rifinita in fase di asciugatura con frattazzo spugna, il tutto in spessori da un minimo di 1 millimetro ad un massimo di 5 millimetri.
Fatto stagionare per almeno 4/5 gg è possibili iniziare il ciclo completo di protezione finale nel seguente criterio:

Una mano di fissativo consolidante SigmaFix Universal
Una mano di primer uniformante a base di resine acrilsiliconiche SigmaFacade Fillprimer
Finitura in due mani di pittura opaca ad elevata idrorepellenza e altamente traspirante a base di resine siliconiche Sigmafacade Pearlcoat
In alternativa la finitura ,per una diversa immagine della struttura, può essere sostituita da un rivestimento a spessore acrilsiliconico di diverse granolometrie. Sigma Intonaco Acrilsiliconico. Lavorazione con spatola acciaio e finitura con frattone plastica.

CICLO SILOSSANICO

Dopo ripristini incombenti e strutturali si effettua la rasatura completa con una malta a base di silicati mono-bicalcici idrati e inerti selezionati – Sigma Coltura Macrosyl Fine. Viene stesa con spatola inox e rifinita in fase di ritiro con frattazzo spugna , il tutto in spessori minimi di 1 millimetro e massimo di 5 millimetri.
Fatto stagionare per almeno 6/7 gg è possibile eseguire il ciclo completo di protezione finale nel seguente criterio:

Una mano di consolidante a base di resine silicee Sigma Siloxan Fix
Una mano di fondo riempitivo uniformante a bade di resine silossaniche, preferibilmente steso a rullo, Sigma Siloxan Fillprimer
Finitura in due mani di pittura a base di polimeri silicei (silossani) e pigmenti inorganici. Permeabile al vapore acqueo - non filmogena - idrorepellente – previene la formazione di muffe e muschi – autopulente – eccellente resistenza dei colori alla luce: Sigma Siloxan Topcoat
In alternativa la finitura, per una diversa immagine della struttura, può essere sostituita da un rivestimenti a spessore di diverse granolometrie a base di resine silossaniche: Sigma Intonaco ai Silossani

Facciate con crepe e lacerazioni
RIPRISTINO E TINTEGGIATURA

Su strutture con eccessive ramificazioni di cavillature ed eventuali crepe da assestamento o accidentale movimento struttura ( tipo terremoti ecc..) non è possibile risolvere il problema con il semplice sistema di stuccatura- rasatura –tinteggiatura.
Qui, ci troviamo di fronte ad una situazione il cui processo ottimale per ottenere un risultato duraturo è quello di individuare le cause della lacerazione, ripristinarle in maniera adeguata e rivestire la struttura con pitture elastomeriche; tali da resistere nel tempo alle trazioni meccaniche della struttura.

CICLO APPLICATIVO

Pulizia totale pareti con idrolavaggio
Individuare le crepe/lacerazione che dovranno essere correttamente aperte e spolverate per consentire la sigillatura
Una mano di consolidante a solvente su tutta la struttura e soprattutto all’interno delle crepe (precedentemente preparate) : Sigma Unigrund S
Sigillatura delle lacerazioni a raso intonaco con sigillante acrilico elastico: Sigma Aquadur Fugenmasse. Aspettare il normale ritiro.
Alleviare diverse planimetria di struttura con rasante acrilico fibrorinforzato elastico: Sigma Aquadur Paste
Una prima mano a rullo di pittura elastica intermedia : Sigma Aquadur Grundfuller
Annegare immediatamente la rete di armatura Sigma Aquadur Gewebe e poi applicare la seconda mano a rullo di Aquadur Grundfuller fino al ricoprimento della rete
Finitura in due mani di pittura acrilica con elevate caratteristiche di elasticità anche a basse temperature: Sigma Aquadur Deckfarbe